Articolo di: Shigeaki Inoue Sensei (Kendo Hanshi 8 Dan)

Kendo non significa soltanto praticare uno “sport” e vincere delle gare, c’è un significato più profondo in quello che sembra uno sport aggressivo, lo sviluppo del corpo e della mente, in ordine allo sviluppo di importanti qualità per la sopravvivenza (il vivere quotidiano) e le relazioni sociali.
In molti paesi l’obiettivo principale per il Kendoka, una persona che si impegna per migliorare il suo Kendo, è solo quello di vincere.
Purtroppo anche in Giappone, nel movimento che porta a formare le squadre e gli atleti per l’agonismo è così, questo concetto di insegnare il Kendo “agonistico” è diventato più popolare dell’insegnamento tradizionale del Kendo.
Il principio base nell’insegnamento tradizionale/autentico del Kendo consiste nel portare l’attacco in maniera naturale, con la corretta attitudine ed il corretto spirito; corretta forma/postura e sincerità sono i pilastri del Kendo.
Il movimento della spada dà l’opportunità di prendere coscienza dell’importanza della vita e della morte che si trova tra noi ed il nostro opponente.
Nonostante questi siano ancora gli insegnamenti principali anche nel Kendo attuale molti lo considerano ancora uno “sport”.
In ogni caso nel Kendo c’è molto di più che vincere una competizione.
Noi tutti viviamo una sola volta e vita o morte dipendono da un unico colpo di spada. Questo è il motivo per il quale dobbiamo essere preparati sia fisicamente che mentalmente prima di quel momento, di ogni colpo.
E anche molto importante, negli insegnamenti del Kendo tradizionale, muoversi sempre avanzando e mai indietreggiando.
Un altra cosa molto importante, che un Kendoka dovrebbe sempre tenere a mente, è il significato della gentilezza, dell’amicizia e della passione in quello che sembra uno sport aggressivo. Questo perchè non esistono nemici reali nel Kendo.
Sicuramente, comunque, il Kendo è combattere armati di una spada, ed anche un primo Dan può solo impegnarsi per vincere il suo opponente in una gara.
In ogni caso, il passo successivo sarà quello di sviluppare un equilibrio tra il proprio spirito combattivo ed il controllo fisico (tecnico) della spada.
Questo significa che è necessario avere una mente calma ed una preparazione fisica per vincere il nostro opponente.

– Datotsu-no-kikai (kooki), il momento migliore per colpire

Ci sono 6 tipiche opportunità per colpire (insegnamento del M°Takano Sasaburou).

Si possono suddividere ulteriormente in 3 tipologie “tecniche” e 3 spirituali (o mentali):

Tecniche

1) Quando il nostro opponente inizia a colpire (Debana);

2) Quando il suo movimento viene arrestato/completato (Itsuki);

3) Quando l’opponente ha portato a termine un colpo/tecnica (Renzoku).

 

Spirituali/mentali

4) KYO=falsità, colpire l’opponente che si trova in questo stato;

5) KOGI-SHIN (Shikai, i quattro diavoli). La mente che prova esitazione o dubbio mentre esegue una tecnica durante un incontro o nella pratica;

6) Essere confusi, ansiosi o nel panico. Quando si riesce a mettere l’opponente in uno stato di confusione si può colpire.

E’ importante allenarsi a riconoscere questi momenti per migliorare.

 

– Kiri-kaeshi, i 10 pregi di questa pratica;

1) Ogni tecnica diventa veloce ed esplosiva (tempismo);

2) Rende forte ogni colpo (potenza);

3) Allena la gestione del respiro;

4) Gli arti superiori acquisiscono libertà di movimento;

5) Il corpo riesce ad adattarsi liberamente ad ogni movimento associato alla tecnica;

6) Abitua all’utilizzo di diverse lunghezze di Tachi;

7) Porta baricentro e stabilità del corpo sotto l’ombelico;

8) Allena anche la “visione”, percezione della distanza intermedia, stato del compagno;

9) Fa acquisire la sensibilità/percezione delle distanze idonee per colpire;

10) Sviluppa Te-no-uchi (leggero ma efficace).

– E’ molto importante ricordare che anche essendo un insegnante che abbia raggiunto il 6°,il 7° o l’8° Dan, non si dovrebbe solo insegnare Kendo ma, noi stessi, abbiamo ancora bisogno di imparare.

Solo perchè si è insegnanti questo non significa che non si abbia bisogno di studiare ancora a lungo il Kendo.

Si devono fare entrambe le cose per essere un buon insegnante.

 

– KI-AI = KI-KAI

Il ki di ki-ai  è il ki di ki-kai

Lo specifico del Kata è rendere possibile questa trasformazione